Il Lazio concentra in un'area relativamente ridotta tre dei principali laghi vulcanici italiani: Bracciano, Nemi e Albano. Tutti e tre occupano strutture crateriformi riconducibili ai distretti vulcanici alcalino-potassici della Provincia Romana, ma presentano dimensioni, morfologie e condizioni ecologiche significativamente diverse. Un confronto sistematico tra questi tre bacini restituisce un quadro articolato delle dinamiche lacustri in ambienti vulcanici.
Bracciano: grande volume, pressione idrica
Il Lago di Bracciano ha una superficie di 57,5 km², una profondità massima di 160 m e un volume stimato di 5,1 km³, che lo rende il terzo lago italiano per volume dopo il Maggiore e il Como. La caldera del distretto Sabatino, in cui è ospitato, si estende per circa 9 km di diametro e si è formata attraverso eventi eruttivi databili tra 600.000 e 90.000 anni fa. Le acque sono mesotrofe, con valori di trasparenza Secchi mediamente di 5-6 m.
A partire dagli anni Settanta, il lago è stato progressivamente sfruttato come fonte idrica per l'area metropolitana di Roma attraverso l'acquedotto Braccianense, gestito da ACEA SpA. I prelievi, variabili tra 1,5 e 2,5 m³/s, hanno contribuito a un abbassamento progressivo del livello. Nell'estate del 2017, ISPRA segnalò un livello inferiore di 1,7 m rispetto alla media storica, determinando l'emissione di un provvedimento di sospensione temporanea dei prelievi da parte della Regione Lazio. Da allora il monitoraggio è continuativo e consultabile nella banca dati del Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente.
Albano: il più profondo dei tre
Il Lago Albano, con i suoi 170 m di profondità massima, è il più profondo dei laghi laziali e uno dei più profondi d'Italia. Si trova a 293 m s.l.m. nei Colli Albani, all'interno del territorio del comune di Castel Gandolfo, che vi insiste con la residenza pontificia. La superficie è di 6,1 km², circoscritta dalle pareti dell'antico cratere che si innalzano di 200-300 m sopra il livello dell'acqua.
La profondità estrema e la bassa superficie determinano un indice di forma molto sfavorevole allo scambio verticale. Questo favorisce lo sviluppo di un'ipolimnio anossico persistente al di sotto dei 60-80 m durante l'estate: in questi strati, in assenza di ossigeno, si accumulano H₂S e CO₂ di origine geogenica rilasciati dal substrato vulcanico. La stratificazione viene interrotta dal rimescolamento autunnale, durante il quale i gas disciolti vengono ossidati e dispersi in atmosfera.
Il lago è privo di emissario naturale; l'emissario artificiale romano — il Cuniculus Albanus — costruito nel 397 a.C. a seguito di una piena eccezionale, mantiene il livello stabile da oltre due millenni.
Caratteristiche idrochimiche
Le acque del Lago Albano presentano una conducibilità elettrica specifica tra 500 e 650 µS/cm, più alta rispetto a Bracciano (300-380 µS/cm) e Nemi (280-340 µS/cm). La differenza riflette il maggiore contatto con i prodotti di alterazione delle rocce vulcaniche e la minore diluizione con apporti esterni. Il pH è generalmente compreso tra 8,0 e 8,5 negli strati superficiali.
Nemi: superficie ridotta, storia eccezionale
Il Lago di Nemi ha una superficie di 1,67 km² e una profondità massima di 33 m. È il più piccolo dei tre e il meno alterato sul piano ecologico, grazie all'assenza di derivazioni idriche significative e a un bacino imbrifero relativamente integro. Si trova a 316 m s.l.m. in un cratere ben definito del distretto dei Colli Albani, separato dal Lago Albano da un rilievo di qualche centinaio di metri.
La notorietà storica del lago è legata alle Naves Alexandrinae di Caligola: due grandi navi da cerimonia affondate in epoca imperiale, recuperate tra il 1928 e il 1931 dopo il parziale svuotamento del bacino tramite gallerie. Le navi, lunghe rispettivamente 71 e 73 m, erano conservate nel Museo delle Navi Romane di Nemi, distrutto da un incendio nel 1944. I reperti andarono perduti; rimangono le documentazioni tecniche e i calchi depositati presso musei nazionali.
Confronto morfologico e trofico
La tabella seguente riassume i principali parametri dei tre laghi sulla base dei dati ARPA Lazio (2022-2023):
- Bracciano — Superficie: 57,5 km² | Prof. max: 160 m | Altitudine: 164 m s.l.m. | Stato trofico: mesotrofo | Conduttività: 310-380 µS/cm
- Albano — Superficie: 6,1 km² | Prof. max: 170 m | Altitudine: 293 m s.l.m. | Stato trofico: oligo-mesotrofo | Conduttività: 500-650 µS/cm
- Nemi — Superficie: 1,67 km² | Prof. max: 33 m | Altitudine: 316 m s.l.m. | Stato trofico: oligotrofo | Conduttività: 280-340 µS/cm
I tre laghi rientrano tutti nell'area protetta del Parco Regionale dei Castelli Romani, istituito nel 1984. Nonostante la protezione formale, la pressione turistica e residenziale sui versanti del cratere rimane un fattore di rischio per il mantenimento della qualità delle acque, in particolare per gli apporti di azoto e fosforo dai sistemi fognari e dai giardini privati a valle dei colatori superficiali.
Riferimenti scientifici
- ARPA Lazio – Monitoraggio qualità acque superficiali
- Parco Regionale dei Castelli Romani
- Calanchi N. et al. (1994). Colli Albani volcano, Italy. Journal of Volcanology and Geothermal Research.
- Anzidei M. et al. (2008). Lago di Bracciano: dati sul livello lacustre. CNR-INGV Roma.